M5S su mercatino etnico: “Il partito unico si fermi: 250 mila euro per tutto il commercio cittadino, non per un mercatino di pochi”

Il Movimento 5 Stelle, ribadisce la propria ferma contrarietà alla realizzazione del mercatino etnico nel sottopasso della stazione centrale, che prevede l’utilizzo di 250.000 euro di soldi pubblici dei pescaresi.

«Non va dimenticato che la situazione odierna è certamente figlia di chi, mentre governava Pescara, ha consentito in pieno centro cittadino lo svolgimento di un mercato del falso: 20 lunghi anni in cui centrodestra e centrosinistra hanno le medesime responsabilità.» commenta la capogruppo Enrica Sabatini.

«In oltre 20 anni di amministrazioni di destra e sinistra, c’è stato un insediamento nella nostra città rispetto al quale sono emerse decine e decine di violazioni su autorizzazioni di vendita, sui requisiti di legalità e sulle condizioni igieniche sanitarie» prosegue la consigliera Erika Alessandrini «a tal punto che due anni fa l’attuale amministrazione è stata costretta dal Prefetto ad effettuare lo sgombero per un’area che si è scoperto essere acclarata come un nodo strategico e sensibile di un sistema di malaffare dietro al quale gli inquirenti sospettano la presenza della camorra».

Il Movimento 5 Stelle, da più di due anni propone come alternativa di integrare tutti gli operatori, nei mercati esistenti o in mercati rionali sperimentali, coloro che già vi lavorano e coloro che dovrebbero essere collocati nel sottopasso, con posizioni amministrative in regola e con tutti i titoli abilitativi necessari per l’esercizio dell’attività commerciale, per garantire a tutti di esercitare l’attività nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie, dei requisiti di sicurezza ed adempiendo, inoltre, agli oneri imposti dai regolamenti comunali sul commercio.

«Per risolvere le criticità create dal Partito Democratico con l’approvazione del progetto del mercato nel sottopasso della stazione,» concludono le consigliere «non percorreremo la falsa, se pur redditizia, strada della passerella elettorale, ma cercheremo di inserire tale area all’interno di un ridefinizione urbana dell’intera area di risulta e per far questo andrà prima fermata, nei luoghi, nei  tempi e con gli strumenti della democrazia, la folle privatizzazione del centro urbano che il Sindaco vuole portare avanti e che ci vedrà in aula a partire dal prossimo lunedì».

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